Blog, Faq e contatti

In questa sezione sono raccolti articoli di approfondimento e domande frequenti su operazioni immobiliari, aste immobiliari, tutela dell'acquirente e prevenzione dei rischi legali.


Domande frequenti

Le risposte alle domande più frequenti formulate dai nostri cliente in tema di consulenza immobiliare, due diligence, acquisti, vendite ed aste immobiliari.

1. Quando è opportuno richiedere una consulenza legale in ambito immobiliare?

È consigliabile richiedere una consulenza legale prima di assumere impegni vincolanti, già nelle fasi preliminari di un'operazione immobiliare.

L'assistenza dell'avvocato non è limitata alla gestione di problematiche già insorte, ma è orientata soprattutto alla valutazione preventiva dei profili di rischio, consentendo al cliente di affrontare decisioni patrimoniali rilevanti con maggiore serenità e consapevolezza.

Un coinvolgimento tempestivo del professionista permette di individuare criticità che, se trascurate, potrebbero emergere solo in una fase successiva, quando le possibilità di intervento risultano ridotte.


2. Cos'è la due diligence immobiliare e perché è importante prima di acquistare un immobile?

La due diligence immobiliare è un'attività di analisi preventiva finalizzata a verificare la situazione complessiva dell'immobile oggetto dell'operazione.

L'acquisto di un immobile rappresenta spesso un investimento rilevante, non solo sotto il profilo economico, ma anche personale o imprenditoriale. Per questo motivo, è fondamentale accertare che il bene possa essere validamente trasferito e che non presenti criticità idonee a comprometterne il valore o l'utilizzo.

Attraverso la due diligence è possibile ridurre il rischio di imprevisti legali e pianificare l'operazione in modo più consapevole, evitando situazioni che potrebbero dar luogo a contenziosi o a limitazioni nell'uso dell'immobile.


3. Quali verifiche vengono effettuate prima dell'acquisto di un immobile?

L'attività di verifica si articola in un'analisi strutturata, che può comprendere:

  • Verifiche legali e documentali, quali l'esame del titolo di provenienza, delle visure catastali e ipotecarie e la ricerca di eventuali formalità pregiudizievoli;

  • Verifiche urbanistiche e amministrative, volte ad accertare la legittimità dei titoli edilizi e la conformità dello stato di fatto dell'immobile;

  • Valutazioni di carattere economico, in relazione all'uso attuale o potenziale del bene e al contesto di mercato.

Ove necessario, l'attività può essere svolta anche con il supporto di professionisti tecnici di fiducia, al fine di offrire una valutazione complessiva dell'operazione.


4. Perchè la consulenza legale è utile anche negli acquisti tramite aste immobiliari?

Le aste immobiliari possono rappresentare un'opportunità interessante per acquistare immobili a condizioni economiche vantaggiose. Tuttavia, si tratta di operazioni che presentano profili di complessità e che possono nascondere insidie non immediatamente percepibili.

L'acquisto all'asta non elimina i rischi connessi all'immobile, che possono riguardare, ad esempio: la situazione giuridica del bene, la presenza di occupanti, rapporti locatizi in essere, vincoli o condizioni specifiche previste, o non previste, nei documenti della procedura giudiziale.

Una consulenza legale preventiva consente di esaminare la documentazione disponibile, di inquadrare correttamente gli effetti dell'aggiudicazione e di valutare consapevolmente l'opportunità dell'operazione in relazione alle esigenze del cliente.

L'assistenza può inoltre estendersi alle fasi successive all'aggiudicazione, supportando il cliente negli adempimenti e nella gestione delle eventuali criticità.


5. Perchè la planimetria catastale non è sufficiente a garantire la regolarità dell'immobile?

La planimetria catastale, da sola, non è sufficiente a legittimare un immobile, poiché la regolarità edilizia deve essere comprovata dai titoli abilitativi che ne hanno consentito la costruzione e le eventuali modifiche.
Solo in caso di mancata reperibilità della copia dei titoli, e in presenza di un principio di prova, l'art. 9-bis, comma 1-bis, del D.P.R. n. 380/2001 consente di desumere lo stato legittimo dell'immobile da atti pubblici o privati, documenti d'archivio e planimetrie catastali di primo impianto.
Ne consegue che occorre prestare particolare attenzione quando il venditore produca la sola planimetria catastale conforme allo stato dei luoghi, poiché l'immobile potrebbe risultare in tutto o in parte abusivo, con possibili conseguenze in termini di incommerciabilità e responsabilità giuridiche.

6. Asta con immobile occupato: quali sono i tempi reali per il rilascio?

L'acquisto di un immobile occupato è spesso fonte di preoccupazione per chi si avvicina al mondo delle aste. 

In realtà, la normativa attuale (post riforma Cartabia) offre strumenti molto efficaci per ottenere la disponibilità del bene, a patto di agire con una strategia mirata.

I tempi di rilascio da cosa dipendono?

Non esiste un termine unico, poichè la liberazione può variare sensibilmente in base alla tipologia di occupazione (debitore esecutato, terzo senza titolo o con titolo opponibile) e alle modalità di rilascio previste dalla procedura esecutiva.

La liberazione può richiedere da poche settimane fino a oltre un anno, rendendo indispensabile una valutazione preventiva della situazione giuridica e della documentazione di gara prima della partecipazione all'asta e dalle attività da compiere per velocizzare le operazioni di rilascio anche prima dell'emissione del decreto di trasferimento.

7. Spese condominiali arretrate: quali debiti restano a carico del precedente proprietario in caso di asta o vendita privata?

In via generale, il proprietario che vende l'immobile è tenuto a corrispondere le spese condominiali maturate fino alla data del trasferimento, mentre l'acquirente risponde di quelle maturate successivamente, poiché l'obbligo contributivo è collegato alla titolarità del diritto di proprietà.

Tale principio trova applicazione sia nella vendita tra privati sia nella vendita forzata (asta), che, ai fini della ripartizione delle spese condominiali, è ad essa equiparata.

Quanto alle spese straordinarie relative a lavori deliberati dall'assemblea condominiale, la Corte di Cassazione ha affermato che, quando la delibera che dispone l'esecuzione dei lavori è stata adottata prima della vendita dell'unità, restano a carico del venditore i relativi costi anche se le opere sono state effettivamente realizzate dopo il trasferimento. La delibera assembleare ha infatti valore costitutivo dell'obbligazione e rileva ai fini del riparto, indipendentemente dal momento di esecuzione dei lavori.

Occorre inoltre considerare l'art. 63, comma 4, disp. att. c.c., il quale prevede che chi subentra nei diritti di un condomino sia obbligato solidalmente con il precedente proprietario al pagamento dei contributi relativi all'anno in corso e a quello precedente. In forza di tale solidarietà, l'amministratore può legittimamente richiedere il pagamento anche al nuovo proprietario, senza essere tenuto a soddisfarsi preventivamente sul ricavato della vendita forzata.

Ciò non comporta, tuttavia, che l'acquirente diventi il debitore sostanziale delle spese maturate prima del trasferimento: qualora egli provveda al pagamento, conserva il diritto di regresso nei confronti del precedente proprietario, che resta il soggetto obbligato nei rapporti interni.

Inoltre, non è possibile fare esclusivo affidamento su quanto indicato nella documentazione di gara o nella C.U.T., trattandosi spesso di atti redatti anche anni prima dell'aggiudicazione, che potrebbero non tener conto di successive delibere assembleari o di ulteriori spese condominiali non ancora note al momento della vendita.

8. Come evitare l'asta a seguito di pignoramento immobiliare?

È sempre possibile evitare l'asta immobiliare?

In molti casi , ma è fondamentale intervenire tempestivamente.
L'asta non è automatica: tra il pignoramento e la vendita forzata esistono diverse soluzioni legali che possono bloccare o sospendere la procedura esecutiva.

Le principali soluzioni sono:

  • Accordo con il creditore (saldo e stralcio o piano di rientro)

  • Conversione del pignoramento (art. 495 c.p.c.)

  • Vendita dell'immobile prima dell'asta (vendita diretta)

  • Sospensione della procedura esecutiva
    – a seguito di opposizione
    – su istanza del creditore

  • Strumenti del Codice della crisi, ove applicabili

Ogni situazione deve essere valutata caso per caso.


- Cos'è il saldo e stralcio?

Il saldo e stralcio consiste nella negoziazione del debito direttamente con i creditori prima della vendita forzata dell'immobile.

Se correttamente strutturato, consente di:

  • evitare l'asta giudiziaria

  • definire in modo definitivo la posizione debitoria

  • ottenere una soluzione vantaggiosa per tutte le parti coinvolte


- Cos'è la conversione del pignoramento?

La conversione del pignoramento, prevista dall'art. 495 c.p.c., consente al debitore di sostituire l'immobile pignorato con una somma di denaro.

In particolare:

  • il debitore può chiedere di sostituire al bene pignorato una somma pari al credito dovuto, comprensiva di capitale, interessi e spese, versarndo, unitamente all'istanza, una somma non inferiore a un seso dell'importo 

  • l'istanza va depositata prima che sia disposta la vendita o l'assegnazione

  • l'importo da sostituire al bene pignorato è determinato con ordinanza dal giudice dell'esecuzione

  • il giudice può concedere il pagamento fino a un massimo di 48 rate

  • con il versamento integrale della somma, il bene viene liberato dal pignoramento


- Cos'è la vendita diretta?

La vendita diretta (artt. 568-bis e 569-bis c.p.c.) consente al debitore esecutato di proporre direttamente un acquirente per l'immobile pignorato, evitando la procedura ordinaria dell'asta.

In pratica:

  • il debitore individua un acquirente sul mercato

  • deposita un'offerta irrevocabile con cauzione

  • chiede al giudice dell'esecuzione di autorizzare la vendita secondo questa modalità


- Come opporsi al pignoramento immobiliare?

È possibile opporsi al pignoramento immobiliare in presenza di specifici presupposti.

Gli strumenti previsti sono:

  1. Opposizione all'esecuzione (art. 615 c.p.c.)

  2. Opposizione agli atti esecutivi (art. 617 c.p.c.)

  3. Opposizione di terzo (art. 619 c.p.c.)

Con l'opposizione ex art. 615 c.p.c. si contesta il diritto del creditore di procedere a esecuzione forzata ovvero l'inesistenza del diritto o la modificazione del diritto riconosciuto nel titolo esecutivo.


Con l'opposizione ex art. 617 c.p.c. si fanno valere i vizi relativi alla regolarità formale degli atti, dunque al quomodo dell'esecuzione, in particolare :

  • alla regolarità formale del titolo esecutivo e del precetto 

  • alla loro notificazione

  •  ai singoli atti esecutivi

L'opposizione di terzo ex art. 619 c.p.c. mira invece a sottrarre all'espropriazione un bene sul quale un terzo vanta un diritto di proprietà o altro diritto reale.

In tali ipotesi, il Giudice dell'Esecuzione può disporre la sospensione della procedura, in attesa della decisione sull'opposizione, che, se accolta, comporta l'estinzione del pignoramento.


Cosa succede se non si fa nulla?

Se non si interviene:

  • la procedura esecutiva può proseguire

  • l'immobile può venduto all'asta, spesso a un valore notevolmente inferiore a quello di mercato

Agire tempestivamente può fare una differenza decisiva.

Quando è il momento giusto per rivolgersi a un avvocato?

Il prima possibile:

  • alla notifica del pignoramento

  • o anche prima, in presenza di difficoltà nei pagamenti

Un intervento tempestivo aumenta sensibilmente le possibilità di soluzione.

Ogni situazione è uguale?

No, la strategia dipende da:

  • tipologia del credito

  • valore dell'immobile

  • stato della procedura esecutiva

  • situazione patrimoniale del debitore

Per questo è fondamentale una valutazione legale personalizzata.

9. Come posso richiedere una prima valutazione per la mia operazione immobiliare?

Ogni operazione immobiliare presenta caratteristiche proprie, legate alla tipologia dell'immobile, al contesto urbanistico, alla posizione delle parti coinvolte e alle finalità dell'operazione.

Per questo motivo non esistono soluzioni standard: la consulenza viene strutturata su misura, sulla base dell'analisi del caso concreto, dei documenti disponibili e degli  obiettivi perseguiti dal cliente con un approccio pragmatico e orientato alla prevenzione dei rischi.

È possibile contattare lo Studio illustrando sinteticamente la propria esigenza o l'operazione che si intende valutare.

Un primo confronto consente di inquadrare correttamente la situazione e di individuare il percorso di consulenza più appropriato in relazione al caso concreto.

Compili il modulo sottostante per descrivere la Sua esigenza e per essere contattato.

Contatti

Se desidera contattarci, può farlo in vari modi. Può chiamare o lasciare un messaggio al nostro numero di telefono, inviare una mail al nostro indirizzo di posta elettronica, o semplicemente compilare il modulo di contatto presente sul nostro sito web.

If you wish to contact us, you may do so in several ways. You can call or leave a message at our telephone number, send an email to our email address, or simply complete the contact form available on our website.

Compili il modulo per essere contatato



Lo Studio Legale De Maio offre consulenza legale e assistenza anche a distanza tramite i principali strumenti di comunicazione digitale.

Attraverso colloqui in videoconferenza lo Studio garantisce risposte rapide, continuità nell'assistenza e massima tutela della privacy, nel rispetto della normativa vigente.

Contattaci

Avv. Francesco De Maio

Corso Umberto I n. 381, 80138 Napoli

3289416001

whatsapp 3289416001

Contattaci

Avv. Francesco De Maio

Corso San Giovanni n. 1020, 80146 Napoli

3289416001

info@demaiolegal.it

whatsapp 3289416001